Letteratura ungherese: How to do – “Anna Èdes” di Dezso Kosztolányi

Anna si santificava dalla mattina alla sera nell’aureola della polvere e nell’immondizia. Sputava nero, starnutiva grigio. Batteva i materassi come se ce l’avesse con loro. Saliva e scendeva di corsa fra il cortile e la casa, anche cento volte. Gocciolavano i vetri delle finestre, sciabordava l’acqua sporca nelle tinozze, sguazzava lo straccio. Legandosi alla traversa a croce lavava le finestre. Fregava il pavimento con la spazzola, lo cospargeva con la cera pallida, vi ballava sopra con spazzole fissate con cinghie ai piedi, lucidava il parquet scivolando, piegandosi, inginocchiandosi, come in una chiesa durante un’adorazione perpetua prolungatasi.

Scoprire i grandi capolavori del Novecento europei e non, sta diventando un po’ la mia nuova ossessione. Se quest’estate ero molto presa dagli autori russi (passione che ancora non ho del tutto soddisfatto), ho da poco scoperto una piccola ma brillante casa editrice che ripropone la letteratura del centro – europa, in particolare quella ungherese. Il primo libro che ho provato edito da Edizioni Anfora è “Anna Édes”, di Dezsö Kosztolány (contemporaneo di Sandor Màrai ma ingiustamente meno famoso),  il cavallo di battaglia con cui hanno voluto proporsi al pubblico.

La scelta è stata azzeccata, “Anna Édes” è un gioiellino, una storia attuale che spazia, al di sotto della trama intrigante, attraverso diversi temi come la politica, la stratificazione sociale, l’importanza dei sentimenti in opposizione al cinismo e all’opportunismo.

Siamo in un periodo storico complicato per l’Ungheria, a Budapest. I signori Vizy abitano in un bellissimo palazzo e festeggiano, con cautela, la caduta del comunismo: troppo a lungo hanno dovuto sopportare le angherie dei rossi, che la loro bella casa venisse divisa e data in mano a degli sconosciuti. Il signor Vizy adesso potrà tornare al posto che gli spetta al Ministero e la signora Vizy dopo le tante ristrettezze della guerra cerca una cameriera, una serva come si deve, per mantenere la casa lustra, al loro livello. Le ragazze avute finora o si lamentavano in continuazione o rubavano, oppure andavano a uomini tornando tardi la notte e lavorando poco di giorno. Per farvi entrare più nella storia vi descrivo l’arcigno personaggio della signora Vizy: una donna severa, poco impegnata, che tiene sotto controllo ogni cosa, che dà importanza più all’aspetto esteriore che a quello interiore; tiene molto al suo status sociale e pretende che gli altri le parlino e la trattino non solo con riguardo ma con parole e modi adatti al suo ceto sociale. Non tollera nessuna trasgeressione, non tollera vizi, è provata dalla morte della figlia di sei anni, spirata a causa della scarlattina.

Potete immaginarvi quali qualità debba avere una serva per essere considerata accettabile dalla signora Vizy: forse una santa. Il portinaio del palazzo consiglia alla signora Vizy una sua parente, una ragazza giovanissima di nome Anna Èdes, che lascerà il suo posto di serva e bambinaia in un’altra famiglia per volere degli zii.

Anna è perfetta agli occhi della signora Vizy: non perde tempo, pulisce in continuazione, si alza prima dell’alba per iniziare le faccende, cucina e apparecchia bene, non parla, non si trstulla in pensieri inutili, non ha amanti, quando va a fare la spesa non si spende in parole con nessuno, fa le commissioni e torna direttamente a casa. Tutto il palazzo e poi tutta Budapest invidiano i Vizy per questa serva non solo morigerata ma completamente dedicata al benessere della famiglia a scapito della sua vita. Anna parla poco anche in casa: all’inizio è schifata dall’ambiente nuovo in cui si trova, l’odore della casa, la freddezza dei suoi padroni, non mangia tanto è spaesata. Con il tempo, in apparenza, sembra acclimatarsi in questo ambiente estraneo finchè non le pare di vedere un’ àncora di salvezza nel nipote dei Vizy, Jancsi. Un fine settimana che i signori Vizy non sono in casa, Jancsi vuole possedere Anna: subito non riesce a proporsi, il suo scopo è mera soddisfazione fisica, ma Anna ne è inconsapevole si dona a lui pensando che sarà amore.

Immagine tratta dal film “Anna Édes” di Fábri Zoltán, 1958

Probabilmente anche questo amore perduto, abortito prima di nascere porterà all’orrore -proprio quando tutto sembrava andare per il meglio per i signori Vizy- che Anna compirà, il risultato di anni spesi tra soprusi in assenza di un briciolo di affetto.

Ho l’impressione che non sia stata trattata come un essere umano, ma come una macchina. L’hanno resa una macchina. L’hanno trattata in maniera disumana. L’hanno trattata ignobilmente.

Kosztolányi ci propone un mondo racchiuso in un palazzo, per spaziare e sorvolare Budapest, concentrandosi di più sui personaggi senza cuore, sul periodo storico complicato, sull’importanza dei valori fondamentali, costruendo il libro per lo più dai punti di vista dei Vizy e di Anna, una vita fredda, una vita che non vale la pena di essere vissuta.

Un paragone azzeccato  che è stato fatto alla presentazione di Bookcity a Milano da parte del professor Novelli è quello con “La mite” di Dostoevskji, un racconto in cui il marito prende in sposa una sfortunata ragazza e la tormenta, fino a che la ragazza non decide di suicidarsi, pubblicato da poco in versione singola da Adelphi Edizioni.

Ed ecco che ricompare il male, autoinflitto o da inflliggere ad altri, per la disperazione di essere vessati ogni giorno, senza il potere o la possibilità di ribellarsi.

COPERTINA 8 | STILE 8,5 | STORIA 9

Titolo: Anna Édes

Autore: Dezso Kostsztolányi

Editore: Edizioni Anfora

Numero di pagine: 272

Prezzo: 17,00 euro

Trama

Nel tumultuoso periodo del primo dopoguerra ungherese, tra rivoluzioni e controrivoluzioni, in un tranquillo quartiere di Budapest, una famiglia borghese e benestante assume una giovane cameriera, Anna. Il quotidiano sembrerebbe procedere sereno se non fosse che lentamente la dura condizione di serva corrode l’animo docile e benevolente della ragazza, che si trova persino sedotta e abbandonata da un membro della famiglia. Per i padroni il culmine sarà inatteso e disgraziato.

 

 

 

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