Quando il cambiamento fa male

Il cambiamento è sempre fonte di grandi emozioni. Spesso al primo impatto è peggio di quello che pensiamo e poi migliora: ecco il tempo che passa tra questi due stati è quello raccontato in “La foresta tra le due” di Mélanie Rutten, Camelozampa.

Esistono libri sul divorzio e su come i bambini si assestino, si aggrappino a quella normalità che gli viene in qualche modo stravolta. Il cambiamento è duro, nonostante i genitori ce la mettano tutta perché sia il più possibile dolce, rimane talvolta devastante.

Quello che succede a Lea è proprio questo: i suoi genitori non si amano più e l’autrice lo mette giù così, senza grandi parabole, senza voli pirandici; ovviamente Lea diventa un Soldato, una piccola adulta che deve affrontare una situazione di cui non ha il controllo. Lea si nasconde nel suo mondo, il mondo della Foresta con i suoi personaggi: un gatto sempre di buon umore che diventa tagliente quando si lecca una zampa, un coniglio geometra e un canarino pavido.

La foresta cambia come cambia l’umore, assume i colori delle emozioni, di Lea e i personaggi diventano i suoi pensieri che creano l’intreccio di una storia di bambini che cercano di accettare ciò che sentono: rabbia, dispiacere, frustrazione e anche un senso di alienamento che solo l’Orsa può addolcire e smussare finché questi sentimenti vengono condivisi con qualcun altro che ora ha due case e che si sente proprio come Lea, un Soldato.

Un libro dolce, ma anche aspro e duro, diretto che riesce a estrapolare e rendere vivi i sentimenti di una bambina che sta affrontando il divorzio dei suoi genitori. A tratti poesia, a tratti descrizione delle sensazioni e delle emozioni di Lea che crea il suo mondo per sopravvivere emotivamente al trauma di dover dividersi in due.

La storia è accompagnata da illustrazioni dai colori delicati, dettagliate ma un po’ sfumate ai bordi come se si entrasse in un sogno. La fantasia, l’immaginazione, aiuta Lea a fare chiarezza a elaborare e razionalizzare il più possibile questo cambiamento. I libri sul divorzio possono essere costruiti in modo molto più nebuloso e qui invece l’autrice è stata chiara, trasparente, veritiera: la comunicazione nei libri che trattano questo genere di argomenti a me piace così. Non manca la delicatezza ma sicuramente la chiarezza è il punto forse di questo meraviglioso albo.

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